
Baptistère de Parma (1196-1270), détail façade extérieure – architecture et sculpture de Benedetto Antelami
#parmacapitaledellacultura2020
Muta dei miei anni cibatevi di me
Dal mio zoccolo d’oro sono sorte le stelle
La mia danza vagabonda organizza il mondo
E la gloria dove mi spinge l’ambio del mio passo illumina l’abisso dove mi porta la ruota
Solare
A metà corsa
Sotto la foresta dei segni una cerva masticando trifoglio e cerfoglio ed il suo cerbiatto tranquilli vanno
Una cincia lontana canta nel sambuco e nel crepuscolo la campana d’una chiesa
Rintocca.
O l’umido vostro alito attaccato alla mia orma
Muta dei miei anni
Sempre lacerandomi Menadi mie intime
Il polso tatuato dal bel segno di morte
E i latrati cenerosi dell’infernale muta
Rosse orecchie drizzate come tizzoni roventi
Nelle fronde delle parole si prendono i miei palchi trascinando i miei sogni.
(…)
( da « Re Cervo », in Labirinto delle Notti – poema ispirato alla cultura della mia città di cuore e particolarmente al Duomo, al Battistero, e alla cameretta detta « il bagno di Paola » del Castello di Fontanellato, raffigurante la storia di Diana e Atteone dipinta da Parmigianino)
