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Viaggio in treno – Voci ritrovate

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Ce poème est ma version en italien d’un texte naguère publié sur TEMPOREL, la revue de la regrettée Anne Mounic, et que j’ai publié ici sur minotaur/A, en 2015 :  http://minotaura.unblog.fr/2015/04/28/coquelicots-et-la-quete-deurydice-dans-la-revue-temporel-danne-mounic/

 

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Viaggi in treno – Voci ritrovate

 

Come un arazzo, una fodera

Sotto la mia pelle si dispiega

tutt’un vivo  paesaggio di prati, fiumi e stagni

Venature fini delle radici tra memoria e presente

 

Sara quello che sfila lungo le ringhiere sugli argini intravisti all’alba del viaggio?

 papaveri

 Pavoni

 Papaveri

 cadaveri

 Fiore dell’oblio che sonnecchia nell’alba addormentata

 Non il papavero dalle foglie vellutate dell’Odissea

 Né il papavero rosso come fiamma dei giardini ma

 Anemico fragile

 Né malva né fiori di campo

 

Pallidi papaveri color lilla

Doppia striscia sul finestrino del treno

Vecchia cicatrice sul bordo del terrapieno

 

 disanguati

 disincarnati

 bandiere

 svolazzando nella brezza marina

 Finezza dei loro petali, come palpebre chiuse in trasparenza

 su i miei ricordi d’infanzia

 

Papavero rosolaccio la cui seta stropicciata vescica come una promessa nella

Tenera morbidezza verde del pomello che si sporge dal bordo del terrapieno

Sogno impalpabile della carne che svanisce non appena la si tocca

 

 Effimero

 e banale

 fiore senza calice

 e

senza calcolo

 fiore senza belletto

dallo splendente nome

Tormentato dal vento come un precario calicò recante un’iscrizione

 

Le sbiadite parole della memoria

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